Sotto il vestito niente | SpinStory

Sotto il vestito niente

Siamo ormai nell’era della globalizzazione è ormai nel pieno dello sviluppo, la maggior parte di noi possiede uno smartphone, per essere sempre raggiungibile, abbiamo diversi modi di comunicare a livello virtuale con la gente in generale, sia per lavoro o amicizia, lo smartphone è praticamente semprenelle nostre mani, lo stesso accade al sottoscritto, questo strumento mi ha permesso di conoscere lei, Miss Sotto il vestito Niente.

Come dire se non che siamo al punto in cui la rete è il bar dei nostri giorni Click To Tweet

Mi è gia capitato tante volte di conoscere gente nuova dopo lunghe chiacchierate virtuali, sia per motivi di lavoro che per motivi personali, hobby e quant’altro, ogni volta è sempre un pò come giocare d’azzardo, perchè non sai mai cosa il destino ha in serbo per te.

Era da un pò che messaggiavo con lei, tramite facebook, il social network ormai diventato popolare tra la gente comune al passo coi tempi, ma data la mia scarsa voglia di utilizzare il mio profilo personale, mi sono trovato a dover usare whatsapp, in quanto la voglia dall’altra parte di contattarmi era troppa.

Dentro di lei una strana voglia di conoscermi e incontrarmi, di avere un contatto con me, nelle nostre chiacchierate o digitate per usare un termine moderno, comparivano spesso, doppi sensi e la particolare voglia di un possibile incontro a scopo sessuale.

Dopo qualche settimana di messaggi quotidiani a partire dal “buongiorno” e arrivare al “sono sotto le coperte .. buonanotte“, arriva il momento del carpe diem, in quattro e quattro otto cerchiamo di impostare un incontro, in principio si pensava di aspettare ilfine settimana, ma dopo due ore dimessaggi, decidiamoperla sera stessa.

Disdico la cena in programma a casa di amici e mi avvio verso il luogo del nostro incontro, avevamo una distanza di 60 chilometri, quindi si opto per incontrarci a mezza distanza.

La serata, una delle solite fredde di Milano, l’incontro uno dei migliori per due sconosciuti, il parcheggio della “metro alle 10 di sera“.

Le due macchine ormai ferme, le portiere dell’auto si aprono, scendiamo quasi in sincronia, mi avvio verso di lei per dare l’impressione di essere sicuro di me, le do i soliti due baci sulla guancia mentre le porgo le mani sulle spalle.

A primo acchito era tutto molto tranquillo, si qualche sorriso di imbarazzo ma nulla di troppo particolare, quindi subito parte la domanda “andiamo con la mia o la tua” e si opta per la mia, a quel tempo avevo una smart bianca, ottimo mezzo per muoversi nella cittàdi Milano.

Per cercare di abbassare il livello di soggezione, si fa un giro per cercare un localino dove bere qualcosa e scambiare due chiacchiere, ma il fato ha voluto che fosse tutto chiuso.

Continuando nella nostra panoramica, esplorando posti a noi sconosciuti e scherzando della situazione, decidiamo di fermare la macchina e chiacchierare in modo tranquillo come due amici che si conoscono da tempo, scegliendo un parcheggiopoco illuminato.

Per rompere il ghiaccio iniziamo a parlare di musica e locali, quale preferenze si avesse e come in realtà avessimo gusti simili anche se non su tutto.

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Iniziamo a trovare il primo raport tra di noi, la musica hip hop, iniziamo a cercare brani su youtube e ci ritroviamo a osservare queste muse e questi fisicacci che si muovono in modo sensuale ed eccitante, inizio a raccontarle della prima volta che ho ballato hip hop con una americana e della voglia di far sesso che nasceva dopo già due minuti di show.

Mentre continuava la conversazione, iniziava anche il contatto con i nostri corpi, si abbatteva lentamente quella distanza, che ci teneva ancora lontani anche se a pochi centimetri.

Qui pian piano il discorso sviava dalla musica e si incanala verso il personale, il cercare di raccontare i propri pensieri, le voglie, i desideri, tutto ciò che passava per la mente in quel momento.

Le parole pian piano davano spazio al silenzio, agli sguardi sorridenti, sempre rimanendo seduti ognuno al proprio posto, fino a quando una domanda sussurata in sottovoce nell’orecchio, fa scattare quel solito sguardo, quello in cui come in una scena di un film, ci si ritrova a guardare le labbra dell’altro, sorridendo e mordendosi le proprie labbra.

Gli occhi si illuminano, le palpebre tendono a socchiudersi, quei millemitri tra i due visi tendono a diminuire, una danza legiadra accompagnia quel bacio, quel piccolo abbraccio che in pochi secondi si trasforma in un vortice di passione.

Le mie mani tendono prima ad accarezzare i suoi capelli, scoprendo le sue orecchie e iniziando a baciarle delicatamente, cercando di far si che il suo respiro diventasse affannoso, a quel punto scendono lentamente, accarezzando le sue forme come se stessi toccando un fiore di loto, sul velo dell’acqua.

I baci diventano sempre più passionali, le lingue continuano a incontrarsi, il suo collo una pista per baci e morsi, mentre le mani iniziano a sentire il calore delle sue gambe, partendo dal ginocchio andando verso l’alto.

Indossava una gonna che dava la parvenza di nascondere le tipiche calze, mentre ad un certo punto la mia mano passa dal toccare la calza al poter sentire la sua morbida pelle, le autoreggenti erano finite, di li a poco solo passione pura, fu così che scoprì che Sotto il vestito Niente, non indossava altro che la sua femminilità.

le autoreggenti, di li a poco solo passione, fu così che scoprì, che non indossava altroClick To Tweet

In pochi attimi mi sono ritrovato a contorcermi, per andar su di lei, adoro fare sesso in macchina, il parcheggio incustodito, la possibilità che qualcuno ti guardi, i vetri che si appannano sempre più e la tua mano, il tuo corpo che scopre sempre più la sua passione di essere donna, una passione che arrivò con Sotto il vestito Niente.

I miei baci continuano a scoprire il suo corpo, soffermandosi sempre più sulle parti intime del suo caldo corpo, mentre cercavo di seguire i suoi sussulti percependo sempre di più il suo piacere, quali punti potevano far aumentare il piacere, orami il suo corpo era semi nudo mentre il mio ancora composto.

Cercava ancora di trattenersi ma si vedeva lontano un miglio la sua voglia di esplodere e a quel punto anche le sue mani, che fino a quel momento avevano scoperto solo il mio viso, si sono lasciate andare, liberado così anche il mio corpo e il mio piacere, sapendo era arrivata da me e che non indossava altro, Sotto il vestito Niente.

Dopo aver potuto assopare il suo profumo, la passione era ormai esplosa del tutto, e in pochi attimi i nostri corpi erano diventati uno solo, ero dentro di lei e continuavo a pensare che Sotto il vestito Niente, era arrivata da me senza indossare nulla sotto il suo vestito.

Qualche minuto senza pensieri, dove l’universo sembrava essere un semplice puntino nero, esplode il piacere, quel caldo piacere che investe due corpi e due anime, che in quei miseri istanti riescono a essere uno solo.

Fu così che terminata la prestazione, lei rapidamente si riconpose, anche se Sotto il vestito Niente, nessun intimo da indossare nuovamente.

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Writer at spinblogger.it

Non sono nessuno per questo uso le parole per raccontare eventi, le parole rimangono al vento quando sussurrate, le parole rimangono in qualche parte quando scritte. Che sussurrate o scritte le parole ci uniscono più di quanto tu possa pensare.


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