Freaky Blogging, Racconti

Una forchetta d’altri tempi

Nell’ultimo periodo non ho tempo da dedicare ai vari social come potevo fare un social, potrei dire che mi piace vivere la vita reale piú della virtuale, ma quando mi ritrovo ad aprire i miei account spesso, ritrovo informazioni interessanti, una di queste é un post di Pietro Parisi, che ha scritto inerente una forchetta d’altri tempi.

Penso sia giusto dargli spazio nell’etere, nel mondo virtuale in cui spesso ci rifugiamo, con un pensiero dedicato ai nostri nonni, o se sei parte della ultima generazione, forse é piú indicato dire Bis Nonni.

Cosi scrive Pietro sul suo muro di facebook:

Storie di vita che meritano di essere condivise per farle leggere ai nostri figli.

Molti oggi parlano di cucina e di tutto quello che le gira intorno.

Quante volte avete visto una forchetta così nei cassetti dei vostri nonni ? Ma vi siete mai chiesti il perché era così ?

Questa forchetta racconta una delle storie più belle del nostro paese dove ci fa capire che siamo gente vera e che i nostri nonni hanno sofferto,  eppure tanto.

Una forchetta d’altri tempi Freaky Blogging Racconti

Oggi parlare di cibo fa tendenza.  Ci si sente figo solo perché si gira nei ristoranti e pensa di saper mangiare. Io a volte  non so più cosa pensare .

Ma poi c’è chi parla di cucina a spreco zero o di recupero.  Vi siete mai chiesti perché siamo arrivati a questo livello consumismo?

In questo post ci saranno un po’ di risposte ma sopratutto capirete perché non c’era tanto spreco e perché il cibo per i contadini era cultura di vita .

Qui c’è la storia della mia famiglia.

Molti di voi non capiranno mai il significato di questa forchetta ma chi come mio padre e i miei nonni sono cresciuti nei campi e hanno vissuto la fame sa riconoscere  che valore aggiunto aveva questa forchetta .

Mio padre mi raccontava che quando era ragazzo non esistevano i piatti per tutti i commensali. Il piatto era uno solo, grande e centrale. La fame era tanta, dopo una giornata di lavoro e dovevi essere veloce nel mangiare altrimenti rimanevi anche a pancia vuota perché allora non esisteva altro che  quello e non si andava in pizzeria per il dopocena: l’unico mezzo per assicurarti la cena era avere la forchetta a denti larghi che ti permetteva di afferrare più cibo possibile.

Oggi rivedendola ho pensato a mio padre e a quanto oggi siamo ricchi. E di quanto poco ce ne rendiamo conto.

ecco il link al suo post: https://www.facebook.com/56072307635/posts/10156163286867636/

Anch’io ho iniziato a viaggiare con la mente, pensando ai miei nonni in quel tempo in cui la guerra, ha letteralmente svuotato la dispensa, dove si doveva mangiare con il poco che il duro lavoro della terra ti regalava.

Il mio pensiero va a tutte quelle persone che hanno vissuto tempi di magra e che sono riusciti a superare il tutto con un successo piú unico che raro.

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