Tradire ti rende un uomo senza palle | SpinStory racconti Virtuali

Tradire, ti rende un uomo senza palle

Dobbiamo ammetere che la mente a volte giochi brutti scherzi, sopratutto quando ti ritrovi da solo seduto su quel angolo del letto, fissando la parete e i mille pensieri che ti corrono nella testa, con la frase che continui ad ascoltare, pronunciata da una voce sconosciuta chiamata coscienza, Tradire ti rende un uomo senza palle.

Fu cosi che quando tradii la mia donna e mi ritrovai a confessarle il tutto, feci la chiamata a mia madre, chiedendole espressamente di non chiamare la mia ormai ex per qualche giorno.

Così terminai la chiamata, convinto di riuscire ad avere qualche ora di pace per ragionarci su, e sospirando, lanciai il telefono nel centro del letto alle mie spalle, come a voler pensare che tutto fosse passato.

Mi ritrovai solo, fissando la parete, leggermente ricurvo su me stesso, come se portassi un peso enorme sulle mie spalle, racchiuso come a voler tenere il mondo lontano e non solo, anche smettere di sentire quella frase dentro la mia testa che diceva Tradire ti rende un uomo senza palle.

Ero un ragazzo molto attivo, solare e con la voglia di state sempre in mezzo alla gente e soprattutto passare la mia vita sereno, pieno di vita e sorrisi per tutti, a quel tempo il mio motto era “va sempre tutto bene“.

Decisi di uscire, una boccata d’aria mi avrebbe fatto bene, mi sollevai dal letto su cui ero seduto, mi avvicinai alla porta, guardai l’ultima volta la parete bianca, spegnendo la luce  giallognola che doveva rendere quella stanza un luogo di relax.

Ascoltai nuovamente quella strana frase, Tradire ti rende un uomo senza palle, mi girai ma vidi solo il buio. Percorsi il corridoio, anchesso illuminato solo dalla luce della sala da pranzo, dove entrai e mi indirizzai per prendere le chiavi dell’auto e di casa.

Percorsi quei passi velocemente, e con la stessa frenesia, chiusi dietro di me la porta dell’appartamento, correndo giù per le scale, passando per il corridorio della cantina, recarmi all’auto stazionata nel mio posto predefinito.

Schiacciai il bottone sulla chiave per aprire le portiere, le quattro frecce si attivarono illuminandomi come il giorno di Natale stando a fissare l’albero adobbato per le feste.

Entrai, accesi il motore e con una rapida retromarcia mi ritrovai in posizione per allontananrmi da quel luogo, mi soffermo due secondi e ascolto nuovamente quella voce che mi sussurra all’orecchio Tradire ti rende un uomo senza palle.

Inserisco la prima e accellero per allontanarmi come a dover seminare qualcuno, che in realta non esiste, senza troppi indugi mi reco al primo bar vicino casa, saluto Stefania la barista e con un leggero accenno a un sorriso le ordino una birra media sedendomi al tavolo più nascosto della sala.

Quella sera, sentì per la terza volta al mio orecchio la frase, Tradire ti rende un uomo senza palle, fu così che la birra mi fu servita, la guardai fisso per un minuto, mentre la mia testa mi iniziava a dolere, presi la pinta nelle mie mani e la finì di bere in un solo sorso senza neanche un minimo di titubanza.

Posai il bicchiere sul tavolo, proprio dove la mise Stefania, cercando di far aderire il fondo all’alone che si era formato nel minuto di silenzio. Alzai il braccio e ne ordinai una seconda senza pensarci due volte, mentre ancora fissavo il vuoto che c’era dentro il vaso di vetro posto sul tavolo.

Voltai la mia testa in direzione di Stefania, che mi stava preparando la dose alcolica della serata, facendomi un occhiolino e sorridendomi con un fare un po provocatorio, fu così che senza dar troppo peso, posi il mio sguardo per qualche minuto fissando il centro del tavolo tondo, in silenzio, vista con occhi esterni poteva paragonarsi a una scena di un film dove per quei minuti, sembrava che il mondo avesse smesso di girare sul suo asse, che il tempo si fosse fermato, una strana sensazione che si presentò con un brivido lungo la mia schiena.

Alzai la testa verso il soffitto, un sospiro mi accompagno in questa azione che terminò con l’arrivo di stefania e la mia bionda preferita, pur non avendo tanta voglia, scambiai due chiacchiere con stefania che mi chiedeva come mai avessi finito una birra in un solo sorso. Con tutta la forza presente nel mio corpo, sfoggiai un delicato sorriso nascondendomi dietro ai ventisette gradi che la quella notte ci proponeva.

Il bar era semideserto, terminai la birra chiacchierando con Stefania che continuava a guardarmi con i suoi occhioni versi e il suo sorriso sempre più accattivante e mentre la fissavo la voce ritornava al mio orecchio, Tradire ti rende un uomo senza palle.

Terminai la mia pinta, pagai e salutai Stefania con un semplice bacio sulla guancia, recandomi nuovamente all’auto per far ritorno alla mia parete bianca, che mi aspettava nella mia stanza.

Ritornai e parcheggiai al mio solito posto, spensi la macchina e con con questo terminò anche la musica di sottofondo che la stazione radio proponeva.

Scesi dall’auto e mi fermai con lo sguardo a mirar il cielo, incosciamente feci l’occhiolino alla luna e con un leggero sorriso pronunciai la frase che al momento sembrava senza senso, “buona sera signora, è da un pò che non si fa due chiacchiere“.

In quel momento fu come se mi staccassi dal mio corpo, vedendomi immobile fissando il nulla e riascoltandomi, pensai che fossi impazzito o forse completamente ubriaco, ma dopo pochi decimi di secondo, tutto cambiò, mi voltai il mio sguardo con il miglio sorriso  stampato, iniziai a percorrere i passi che mi separavano dalla porta di ingresso all’edificio, camminai con un portamento impeccabile da passerella, quasi come essere l’uomo più sicuro al mondo, ma arrivato a metà del parcheggio, mi inginocchiai come sprovvisto di forze nelle gambe e i miei occhi si riempivano di lacrime spegnendo il sorriso che prima era cosi luminoso sul mio viso.

Una sensazione di tristezza mista a preoccupazione mi assalì, scoppiai in un mare di lacrime, per due minuti con le mani che mi cadevano lungo i fianchi, e la testa rivolta verso l’alto.

Per la prima volta nella mia vita rimasi senza parole anche nella mia testa.

Smisi di piangere, e come un bambino mi stofinai gli occhi, cercando di asciugare le lacrime con la maglieta, lasciando il contorno dei miei occhi verde nocciola arrossato a causa dello strofinare della manica.

Dopo qualche secondo di puro silenzio, sempre stando inginocchiato, guardai le stelle, come a cercarne una in particolare, mi fissai su una brillante e a alta voce le chiesi,

sai perchè sono diventato buono, calmo e soprattutto altruista?

Nella mia testa arrivò un momento di sarcasmo, cercai di sdrammatizzare l’assurdo momento di parlare con il nulla, rispondendomi che fosse dovuto dai psicofarmaci che prendevo da tempo, sapendo che in realtà non avessi bisogno di questi medicinali.

La cosa servì, per un mezzo secondo apparì nuovamente un ombra di sorriso sul mio volto che ben presto si trasformò nel viso di un essere serio, sembrava che la storia continuava da dove finì prima di andare a scolarmi la birra.

Tradire ti rende un uomo senza palle, arrivò novamente quella voce sconosciuta al mio orecchio, in questo momento ritornò alla mia mente anche la richiesta fatta a mia mamma, che come sempre non mi ascolta.

Mi alzai e con un gran dolore alla testa, mi feci forza e nuovamente entrai nel corridoio della cantina, percorrendolo terminando alle scale che mi portavano al mio appartamento, la mano in tasca giocando con le chiavi, che tirai fuori per aprire la porta, attraversai la sala e il corridoio, ritrovandomi nuovamente solo nella fredda camera che riscaldave le mie notti.

Come un peso morto, mi lasciai cadere sul letto, abbandonandomi alle braccia di Morfeo, lasciando scivolare l’ultima lacrima sul mio viso distrutto.

Il giorno dopo mia madre si decise e chiamò la donna che ormai era la mia ex, terminata la sua chiacchierata, digitò il mio numero sulla tastiera, mi svegliai con lo squillare del mio iPhone ancora nella tasca dei jeans, con un occhio lessi il suo nome e risposi con voce assonnata.

Pronto fu l’unica parola che dissi, prima di notare che mia madre scoppiò a piangere al telefono, fu triste, per mia mamma lei era una figlia, parte della nostra famiglia al cento per cento, la lasciai sfogare per qualche minuto, chiudemmo la chiamata, mi sedetti su quell’angolo di letto guardando la parete bianca focalizzando il mio pensiero sul fatto che fui capace di tradire le due donne più importanti nella mia vita in meno di ventiquattro ore.

Dopo anni, mi ritrovai a prendere un caffè con un amico che non vedevo da anni, parlammo del più e del meno, mi chiese di Lei la mia ex, preso da un momento di sconforto raccontai tutto l’accaduto anche quello che successe la notte in cui la voce sconosciuta mi continuava a ripetere le fatidiche parole Tradire ti rende un uomo senza palle.

Il mio amico notò il dolore nei miei occhi, anche se gli anni ormai erano passati, cercò di dire qualcosa di utile, di rassicurarmi, utilizzò frasi che sembravano fatte apposta per quella situazione.

Eri ancora un bambino quando successe, in realtà fu la tua prima vera storia d’amore, come tutti quasi sempre questa termina in un modo o nell’altro.

Fu al termine di questa frase che lo fermai, puntualizzando che ciò che ogni giorno continuava a essere presente nella mia testa, fossero le parole di mia madre, di quando mi chiamò e dopo il pianto concluse la chiamata dicendomi

Ricordati figlio che Tradire ti rende un uomo senza palle

Mi soffermai qualche secondo, bevendo l’ultimo sorso di caffè ancora presente nella tazzina, guardai il fondo sporco dalla posa del caffè, posai la tazza al centro del piattino, guardai il mio amico e decisi di aprirmi per una ultima volta.

Fissandolo negli occhi iniziai a spiegare cosa si dissero le mie due donne più care a quel tempo, le parole che mia madre mi riportò piangendo al telefono, così come lei, la mia ex, disse a mia madre nella chiamata precedente.

Le spiegò del tradimento, che si sentiva ferita e sopratutto confusa del fatto che non riuscisse a comprendere il perchè del mio atteggiamento, che aveva bisogno di un paio di giorni di tranquillità per riprendersi e digerire il tutto per poter valutare a sangue freddo il nostro rapporto.

Mia madre si sentì ferita in quel momento, anche lei aveva dentro di se un misto di sentimenti, per aver perduto quello che per lei era una nuova figlia, una persona che era entrata nella nostra famiglia e che tutti amavano.

Questo fu cosa si dissero loro, le due donne che come madre e figlia parlano di un problema, la parte più dura fu digerire da parte mia quello che fu un grosso errore.

Difficile perchè mia madre mi aggredì dicendomi apertamente che era arrivato il momento di crescere, di diventare uomo, perchè fino a quel momento avevo dimostrato di essere un bambino, incapace di comprendere che Tradire ti rende un uomo senza palle .

Mi sorrise, fu così che il tempo terminò, pagammo il conto dei caffè e ci salutammo, mi propose di accompagnarmi a casa, ma lo congedai dicendogli che era meglio far due passi per tornare a casa, rinfrescandomi le idee.

Intrapresi il cammino per ritornare al mio appartamento, ormai era cambiato, altra zona della città, altra visuale dalle finestre altro colore delle parteti della mia stanza da letto.

Mentre percorrevo il tragitto di rientro, mi soffermai a riflettere su ciò che nuovamente mi ritornò alla mente, su quanto a distanza di anni fossi ancora realmente dispiaciuto, aver tradito il mio primo vero amore, la donna che in verità reputavo essere quella giusta per passare il resto della vita insieme.

Il mio pensierò ritorno come in un film che hai voglia di rivedere, all’inizio, pensando a quel tempo dove pur essendo in un reale momento di depressione personale che non volevo ammettere, mi feci rapire da una donna di cui non mi importava assolutissimamente nulla.

Il pensiero di come una critica fattà in modo quasi propiziatorio per riflettere sull’accaduto, abbia potuto trasformare un ragazzo sorridente e pieno di vita, in un uomo disposto a dar la vita per le persone più deboli, di spendere tutto il suo tempo e denaro per le persone che realmente ne necessitano, che preferisce una vita da barbone, piuttosto che lasciare altri in seria difficoltà.

Ma anche a come la frase Tradire ti rende un uomo senza palle, nella mia mente abbia un non so che di esoterico, sentirla pronunciata dalla coscienza ancor prima che te lo dicesse qualcuno.

Tutto questo senza che mia madre lo sappia, perchè tutte queste avventure della vita mi portarono a comprendere come “Essere un uomo di principio e mantenere parola alle promesse fatte” ti faccia vivere meglio, ricordando che Tradire ti rende un uomo senza palle.

Il mondo è strano, veramente tanto, ma sono orgoglioso di quello che sono ora, non ho timore dei pregiudizi, non ho timore di rimanere solo con me stesso, ma soprattutto non ho timore della vita, perchè ho promesso alla a mia madre che sarei diventato un uomo, mantenendo tutte le promesse fatte.

Sono passati altri anni da quando mi sono confidato con il mio amico bevendo quel buon caffè liberatorio, ero un ragazzo molto attivo, solare e con la voglia di state sempre in mezzo alla gente e soprattutto passare la mia vita sereno, pieno di vita e sorrisi per tutti, a quel tempo il mio motto era “va sempre tutto bene“, oggi sono un uomo, con lo stesso spirito di quel ragazzo ma con sani principi e sopratutto un uomo di parola.

Tradire ti rende un uomo senza palle, non posso cancellare quel che ho fatto nel passato ma di sicuro posso essere orgoglioso di quello che sono nel presente.

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Non sono nessuno per questo uso le parole per raccontare eventi, le parole rimangono al vento quando sussurrate, le parole rimangono in qualche parte quando scritte. Che sussurrate o scritte le parole ci uniscono più di quanto tu possa pensare.


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