Freaky Blogging

Strip Poker da lasciarti senza mutande

Chi si sarebbe aspettato che un venerdì qualsiasi arrivasse a trasformarsi in una notte di spaghettettata alle 5 di mattina, vodka e uno strip poker da lasciarti senza mutande.

Quell’estate mi ero aggregato a un gruppo di amici e Mimmo mi aveva convinto a entrare nelle pubbliche Relazioni di una discoteca aperta solo nel periodo estivo sulle coste venete.

Ricordo che ormai l’estate era ben inoltrata e il gruppo di amicizie ormai solido, la vita di un lavoro a tempo determinato in un’altra città ti porta ad avere un ritmo diverso dal solito, dove anche l’amicizia sembra limitata nel tempo.

Gente che veniva e andava per le vacanze, italiani e stranieri senza nessuna differenza, che entravano e escuscivano dalla mia vita, mentre per fortuna c’era anche una parte che da conoscenti si trasformavano in amicizie, quelle che durano una stagione in cui vivi come se ti conoscessi da tutta una vita, ovvero un gruppo più unito sempre presente come la gente del posto o chi come me aveva scelto di vivere una nuova esperienza con un lavoro stagionale in quel luogo.

Ricordo quella serata come se fosse stata ieri sera, come al solito il tasso alcolico era molto elevato, il tutto era partito dall’aperitivo a botta di caraffe di Spritz, con la ricetta originale veneta Avevo ormai confidenza con diversi proprietari di bar e ristoranti sul corso principale del centro, il metodo che usavo per cercare gente, soprattutto donne da invitare in discoteca, lo applicavo in questi luoghi da Happy hour.

La particolarità che mi attraeva di muovermi tra gli aperitivi era che mi davano la possibilità di entrare in contatto rapidamente anche con la donzella di turno da rimorchiare.

Finito l’aperitivo erano ormai dieci e mezza o undici della sera, momento dove i contatti e le incitazioni ormai erano terminati, per questo ci recavamo a trovare il nostro amico Miki, che aveva un bar sulla strada che collegava il corso al lungo mare. Era anche lui parte de gruppo Macho, ci trattava molto bene non solo preparandoci ogni giorno panini e sandwitchis differenti ma anche nel prezzo, l’amico che sono a mezza notte restava nel suo bar e che gentilmente ci preparava la cena.

La serata da Miki terminava con ormai l’abitudine di brindare a un’altra serata di divertimento e si ingurgitava la Vodka alla menta, per rinfrescarsi e arrivare in disco belli allegri. Quella sera, ricordo inoltre che le care amiche di stagione, avevano la serata libera, quindi ci raggiunsero per bere uno shot di vodka ghiacciato in nostra compagnia.

Quando avevano la serata libera, intendevamo che avevano voglia di fare bisboccia e che passavano con noi tutto il tempo fino a chiusura della discoteca, dato che la mattina successiva non sarebbero andate a lavoro. Ci avviamo in direzione della discoteca e già iniziavano ad arrivare i primi giovani che volevano a tutti i costi appropriarsi di un tavolo. Come sempre entrando il dj, già all’opera per riscaldare la pista, ci saluta con un caldo benvenuto.

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La prassi era sempre la stessa, salutare il nonno, così chiamato perché un cinquantenne che si preoccupava di controllare gli ingressi, per poi lanciarci a salutare le amiche che per tutta la notte si preoccupavano di servire da bere.

Ricordo anche che mentre ero al bar ordinando ad Erika il mio fresco redbull e vodka alla fragola, una bellissima ragazza mi si avvicinò alle spalle, passando al mio lato, mentre io voltavo il mio sguardo, e con un valori sorriso mi saluta dicendomi che era venuta appositamente per salutarmi. Fu un momento di confusione, il suo viso mi sembrava familiare anche se il sottoscritto non ricordasse chi fosse, se una conosciuta qualche passato weekend oppure la stessa notte, L’alcohol ormai stava facendo effetto, fatto sta che il suo corpo mi attraeva come una calamita con il ferro.

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Serata splendida come al solito, ballando sfrenatamente e sorseggiando Lemonsoda e Vodka alla fragola, con qualche pausa a base di chupito al rum o qualche shot di tequila.

Non riesco a ricordare tutta la serata, all’interno del covo che chiamavo la macelleria per quanta bella carne ci fosse all’interno, ma ricordo che sei del mattino eravamo fuori, il gruppo composto da 7 ragazze e i soliti 4 machos del gruppo, decidemmo di andare a far colazione, tutti abbastanza affamati e pensierosi su cosa divorare.

La Cristina, prese l’iniziativa e si decise di andare nel suo appartamento, per gustarsi un piatto di pasta, evitando così di muoverci troppo.

Arrivati in casa, dalla parte opposta della piazza, c’era chi si dirigeva verso il bagno, chi si stravaccava sul divano e chi invece si rimboccava le maniche in cucina, mentre alcuni sfruttavano le sedie attorno al tavolo per rilassare le stanche membra.

Mentre scopriamo che gli unici ingredienti disponibili erano spaghetti, aglio e olio, noto come su quel tavolo in sala, c’era un mazzo di carte, ecco che parte la proposta di una partita a poker. Le donne che erano sedute al tavolo, si incuriosiscono e mi chiedono di insegnare le basi del gioco, in pochi secondi eravamo in sei, pronti per una partitella rapida prima del meritato cibo.

Terminato di ingurgitare il piatto di pasta, mentre sorseggiavamo vodka, ci ritroviamo seduti al tavolo in sette, tra cui quattro delle donne presenti, Mimmo, l’Ing così chiamato e io.

Le donzelle, chiedevano di fare una rapida partita di prova del gioco del poker, sottolineando di partite senza puntar soldi.

Ecco che parte la prova e le spiegazioni, loro tutte eccitate di questo nuovo gioco, vogliono seguire con altre mano, ecco che mentre mischio le care, parto con l’idea di un bel strip-poker.

elevato, in quanto in casa le uniche cosa da bere erano vodka e tequila.

Durante la prima mano le partecipanti erano un pò titubanti, l’inibizione era al limite, ma rimanevano un pò sulle loro, mentre io e il mio amico, unici a saper giocare a poker pensavamo di avere la partita in mano e chiuderla ancora vestiti.

Le regole base che avevamo posto erano, chi vinceva decideva chi beveva mentre tutti i perdenti della mano dovevano privarsi di un indumento.

Dopo qualche giro, dato che gli indumenti erano pochi quasi per tutti, era bello vedere come si cercava di nascondere il nudo corpo con la tovaglia quadrata presente sul quel tavolo tondo.

Continuano i giri e io e il mio amico ci ritroviamo letteralmente in mutande, mentre le donzelle ancora con reggiseno e perizoma, tipica fortuna da principianti.

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L’inibizione era ormai persa e mentre durante il momento di concentrazione della partita, i corpi semi nudi erano nascosti, al momento della vittoria c’era sempre chi saltava mostrando le proprie doti.

Continuano a giocare è ormai i reggiseni erano spariti dai corpi delle donne, la prima mano e Mimmo perde anche le mutande, seconda mano, tocca spogliarsi all’Ing e alla terza mano tocca a Cristina.

Le altre donne erano in un misto tra imbarazzo e vergogna, guardando la loro amica diversi alzarsi e togliersi il tanga difronte a tutti per ponerlo sul tavolo.

Le mani di poker continuavano e per non lasciare nessuno fuori, dato le risate strappate a ogni giro, eravamo arrivati a togliere anelli e bracciali, ricordo la fine di quella magnifica ultima mano di strip-poker a modo nostro, le facce da stupidi a causa dell’alcool, tutti nudi e la vincitrice dell’intera partita vestita solo del perizoma, che nella sua trasparenza ci faceva immaginare tutto.

Pochi minuti dove l’adrenalita dwl gioco stava diminuendo e le donne nude, emanavano un fascino pauroso.

C’era Mimmo che continuava a versare vodka nei bicchieri, io e l’Ing con voglia di mangiare altro per nascondere l’è vita mento, la pasta ormai lasciata nell’acqua era immangiabile e la stanchezza si faceva sentire sempre più.

Ma la cosa che rimaneva veramente attiva era la voglia di sfogare tutti quegli ormoni immagazzinati durante la partita, in pochi minuti la situazione sembrava altamente ribaltata, chi era già in fase affettuosa, chi se la dormiva e chi in fase di preliminari, senza considerare il fatto di essere in undici in tutta la casa.

Chi si aspettava che diventasse una notte di strip poker da lasciarti in mutande, dove lo spogliarello era solo il preliminare di una notte di sesso e che nessuno al proprio risveglio avrebbe sorriso se non in modo timido, sapendo di aver fatto di tutto in presenza di altre persone.

Ammetto che perdere il freno inibitorio godendosi la vita, mi ha permesso di divertirmi e provare nuove esperienze, come aver potuto passare una notte giocando con uno trip poker da lasciarti in mutande.

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