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Sesso sui pattini esperienza da adolescenti

Sesso sui pattini esperienza da adolescenti

Avevamo solo 22 anni, un amore giovanile che mi ha regalato molte emozioni e giornate indimenticabili, a distanza di tempo, la ricordo ancora con piacere, con lei ho fatto diverse esperienze, tra cui sperimentare il sesso sui pattini.

Ogni qual volta lei ritorna alla mia mente, devo ammettere che un sorriso sorge sulle mie labbra, non perché ne sono ancora innamorato, ma è stata il mio primo vero amore, non solo un flirt ma una storia durata ben 7 anni.

Un passato che ha segnato la mia vita, lei sempre sorridente, sexy, dolce e romantica allo stesso tempo.

Ci piaceva fare sesso ogni qual volta ne avevamo la possibilità, per questo che voglio raccontarti quella volta in cui abbiamo fatto sesso sui pattini.

Pattinare era un hobby che abbiamo coltivato per tutti gli anni che abbiamo vissuto la nostra relazione, uno sport che ci permetteva di condividere una passione e allo stesso tempo fare esercizio.

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Amavamo i pattini in linea, ognuno aveva il suo modello, io quello da halfpipe mentre lei quello da Street, ma questa differenza non ci ferma ma al contrario ci permetteva di passare ore in giro.

Eravamo a bibione, in vacanza come ogni anno passando come minimo 15 giorni all’anno, ormai tra di noi una solida relazione, tutto andava bene e devo ammettere che non ricordo momenti spiacevoli con lei, se non come è terminata la relazione.

Avevamo una sintonia più unica che rara, anche sotto un punto di vista sessuale avevamo una intesa davvero speciale.

Sessualmente parlando, lei aveva voglia di sperimentare cose che non aveva mai provato prima di conoscermi, ricordo che quando parlavamo di sesso, anche se aveva già avuto esperienze, in realtà non aveva sperimentato nulla di differente dalla tipica posizione del missionario o di stare sopra di lui.

Fu una notte quando, mentre andavamo a bere una birra nel corso principale, aspettando gli amici di sempre per andare a ballare, de ideammo di organizzare il giorno dopo una pattinata per smaltire tutto l’alcol che stavamo ingerendo in quelle vacanze.

Fu così che il giorno seguente, decidemmo di andare a pattinare, amavamo farlo in giro per quel paese sul mare, svegliarsi, fare colazione e andarsi a perdere per qualche viuzza di Bibione.

Non ricordo che giorno della settimana fosse di preciso, ricordo però che decidemmo di andare a pattinare, accompagnati da sua sorella.

Ci avventurammo, destinazione il faro di bibione, per poter così constatare sin dove si poteva arrivare usando i pattini in linea.

Come sempre quando decidevamo di uscire in pattini, facevamo un giro di riscaldamento sul corso principale, ottimo per la sua pavimentazione, chiuso al traffico, quindi meno rischi.

Quel giorno mi svegliai con una sensazione strana, continuavo sin dalla mattina appena sveglio a portarmi con me una certa eccitazione.

Pensare che lei amava avere contatto con me mi rendeva vorace di sesso, mi piaceva fare di tutto con lei.

Cercai di concentrarmi su quello che stavamo facendo in quel momento, evitando di farmi prendere dall’eccitazione.

Ci avviammo in direzione del faro, particolarità di questo percorso è che uscendo dal centro abitato, bisogna seguire un vialone alberato.

Ricordo ancora quel momento come se fosse stato ieri, sua sorella, conoscendo bene il percorso, iniziò a distanziarci lanciandosi in una fuga che la portava sempre più lontano da noi.

Io per ultimo a pochi metri da lei, mi piaceva guardare come muoveva il suo sedere con il movimento tipico delle gambe per farsi spinta sui pattini.

Ecco che nuovamente l’eccitazione arrivo con una erezione istantanea, fu così che deciso di aumentare la velocità e avvicinarmi a lei, arrivando alla sua posizione e abbracciandola da dietro.

Le baciai la guancia, lei mi rispose con un sorriso e mi disse perché sentiva tutta la mia passione.

Fu quello il momento dove, guardando avanti a noi, sua sorella era sparita dalla visuale, mi distaccai la lei per pochi secondi, dando un giro di 180 gradi e guardare se avevamo qualcuno dietro di noi.

Ancora una volta un centottanta gradi e nuovamente accelero per recuperare i metri perduti.

Ancora una volta l’abbracio da dietro, la bacio nuovamente e con le mani le stringo i seni che adoravo con tutto me stesso.

Lei si irrigidì, mentre la mia mano sinistra scendeva verso il suo bacino, mentre le dita della destra cercava di giocherellare con il suo capezzolo.

Un po’ di distrazioni dato dal continuare a pattinare, con meno velocità questa volta, mentre la mia mano si intrufolava nei suoi short.

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I passi sincronizzati per spingerci sui pattini, mentre le mie dita ormai si facevano spazio nel suo intimo, arrivando a sentire che ormai era bagnata.

La mia eccitazione sempre più forte, fu così che preso da quel folle momento mi staccai da quel particolare abbraccio amoroso, lasciandomi rallentare per un secondo.

Lei mi guardò girando appena la testa e si mise a sorridere una altra volta, mordicchiandolo le labbra con le sue guance ormai arrossite.

Apri i miei short da bagno, tirando fuori il mio pene, la guardai leccandomi le labbra, accelerai e nuovamente l’avbracciai da dietro.

Questa volta mentre le mie mani ancora una volta potevano toccare i suoi seni, lei sposto le sue braccia dietro la schiena, e mentre con una prendeva il mio membro, con l’altra, abbassava il suo short.

Quello fu il via al momento in cui, tra differenti impicci dovuti al movimento in pattini, iniziai a irrigidirmi per poterla penetrare, mentre spingevo la sua schiena per assumere una posizione più comoda.

Mancavano poche centinaia di metri a quel vialone, ormai la stavo penetrando e mentre cercavano il modo per non perdere il ritmo, la penetrazione seguiva.

Posso definire quei pochi metri come una sveltina di pura passione.

Ricordo che in pochi minuti ero pronto a esplodere, cosa che non potevo fare perché non indossavo un preservativo.

Fu così che arrivammo alla fine de vialone dove dovevamo svoltare per l’ultimo tratto prima del faro, rapidamente notammo una ombra, e velocemente provammo a rimetterci in ordine, era sua sorella che stava tornando indietro perché ci stavamo ritardando molto.

Lei continuava arrossita mentre io con il fiato e più forte del solito.

Arrivammo allo sterrato, la mia eccitazione seguiva, la voglia di prenderla e possederla era fortissima, ma lei non era pronta a farsi possedere difronte sua sorella.

Passammo qualche minuto contemplando l’accaduto in quel meraviglioso scorcio di natura.

Nella mia testa solo l’idea di ritornare a casa e terminare quello che avevamo iniziato, perché no, ritornare, entrare in casa e continuare a tenere sesso sui pattini, senza il timore di cadere o farsi male.

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