sei canzoni dall'inferno | SpinStory

sei canzoni dall’inferno, cosi scorrono i pensieri!

A volte vorresti scappare, correre via, star lontano da quei pensieri, ma non puoi, accelleri il passo e continui malgrado ti faccia male a pensare a quella persona che sembra così sola, pensi a come potresti aiutarla e come risolvere il suo problema, pensi a come riuscire a fare un trasloco in meno di due ore, pensi a lei che non ricambia la tua voglia di godersi la vita assieme, pensi a come poter rendere il tuo futuro migliore, ed è a quel punto che tutto si ferma, arrivi alla macchina apri la portiera e decidi di salire in auto, inserire quel cd, scegliere la canzone numero 2, alzare il volume al massimo, e iniziare a viaggiare, le sei canzoni dall’inferno ti riporteranno alla realtà.

Il tuo piede schiaccia l’acceleratore come se non avesse fondo, correre per lasciare tutto alle spalle, mentre la canzone sfodera i suoi bassi, cerchi di concentrarti solo su acceleratore e freno, la strada è buia, la tangenziale è vicina, vedi l’indicazione, imbocchi la rampa alla tua destra, scalando di marcia ma mantenendo i giri del motore belli alti e ed qui che inizi a dare il meglio di te.

Acceleri sempre più e ti dedichi alle curve piazzate, sorpassi spericolati arrivando a pochi centimetri dall’auto che è davanti a te, a limite del possibile lo superi ma solo dopo esserti gustato la scia dell’auto avanti a te, passano le sei canzoni dall’inferno, così le chiami perchè ti estraniano dal mondo intero.

Ecco che quei pochi minuti ti riportano a casa, abbassi il volume della tua autoradio, dai un sospiro di solievo, tutto finisce, continui a sentire un sibilo nelle orecchie dato dall’aver ascoltato musica a tutto volume, ti appoggi bene alla spalliera del sedile, un sospiro dopo l’altro fino a quando il tuo udito semette di ascoltare il suono acuto.

Le sei canzoni dall’inferno, circa 20 minuti, gli unici che passano davvero infretta.

Attorno a te nessun essere umano, solo una luce giallognola che illumina il tuo posto auto, ti guardi attorno e quindi parcheggi meglio la tua auto, spegni il motore ancora bollente e scendi dall’auto.

L’escursione termica ti colpisce, involontariamente tiri fuori il pacchetto e decidi di fumare l’ultima sigaretta, ecco che la fiamma rende rossa la punta della sigaretta, il fumo esce dalle tue narici ancora più denso dato la pesantezza dell’aria umida, qui inizia nuovamente la via crucis dei tuoi pensieri, senza neanche farci caso senti il calore arrivare alle tue labbra e getti via il mozzicone, sei di fronte al portone, qualche secondo a fissarlo e decidi di aprirlo, sali la rampa di scale che ti divide dal mondo di Morfeo.

Porta di casa, sei indeciso se aprirla o meno, ma alla fine la stanchezza prende il sopravvento, entri in silenzio come se qualcuno ascoltasse i tuoi passi, passaggio in bagno, dopo subito in camera e ti spogli degli indumenti che senti ormai sudici, ti stendi sul letto e nuovamente ti ritrovi a pensare, riflettere e dubitare.

Steso sul quel freddo letto con gli occhi spalancati fissando il nero soffitto, ti ritornano velocemente alla testa le sei canzoni dall’inferno, chiudi finalmente i tuoi occhi e alla fine fermi il tuo mondo per un secondo, solo per un misero secondo e ti rendi conto che anche questa sera sei totalmente da solo.

Sclero di una eterna giovinezza dove tutto sembrava essere più facile.

 

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Writer at spinblogger.it

Non sono nessuno per questo uso le parole per raccontare eventi, le parole rimangono al vento quando sussurrate, le parole rimangono in qualche parte quando scritte. Che sussurrate o scritte le parole ci uniscono più di quanto tu possa pensare.


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