Rimorchiare a un colloquio di lavoro | SpinStory

Rimorchiare a un colloquio di lavoro

Riprendo a scrivere delle mie avventure, vissute in una vita che a volte sembra essere il riassunto dello zibaldone, con eventi che anche il sottoscritto non pensasse potessero succedere, proprio come il rimorchiare a un colloquio di lavoro.

Finalmente anche l’ultimo lavoro mi ha lasciato un giorno libero per dedicarmi a me stesso e alla mia agenda personale quindi alla mia vita, prima che domani inizi un’altra avventura per sei lunghi giorni, questo perché a volte le settimane sembrano interminabli.

Come ogni mattina allo svelgiarmi e alzarmi con tutta l’attitudine del giorno,  saluto la gente occupante l’appartamento spagnolo in Milano, che come sempre, prima di me deve recarsi a lavoro, corsetta in bagno per liberarmi dei liquidi in eccesso, rapido passaggio al lavello per lavaggio mani e rinfrescata alla faccia e di corsa in cucina attraversando il corridoio e via a prendere la moka e preparare il caffè, si proprio quel santo caffè che riesce a svegliarmi ogni mattina e lasciandomi un sapore che amo nella mia bocca.

Con un occhio ancora chiuso, come di consueto, il mio iphone mi regala le notifiche delle notizie del giorno riportate dalle diverse applicazioni che un buon blogger ha sempre con se, mentre mi appresto a versare il caffè mi arrivano anche gli avvisi dei diversi appuntamenti che mi aspettano, ebbene si sono un tipo che sfutta la tecnologia per essere disciplinato e organizzato ;-).

La chichera è ormai piena del caffé, mi siedo al tavolo e mentre mi appresto a dar un’occhiata all’agenda, poso la tazza del caffé e mi rollo la mia prima sigaretta del giorno, prima di affrontare la frenetica giornata.

I quotidiani compagni di viaggio dell’appartamento spagnolo, sono ormai fuori, rimane il mitico Claudietto che è già pronto a scrivere sul sito per cui lavora,  regalando a tutti i suoi seguaci le perle musicali del momento.

Dato che nell’ultimo periodo mi sono mosso poco, ecco che anche oggi mi tocca affrontare quasi un’ora di metro, per raggiungere il paese fuori Milano dove per mia fortuna ho due diversi colloqui, di cui il secondo, veramente interessante mentre il primo di scarso interesse, ma dato la situazione lavorativa meglio provarci più tosto che rimanere col dubbio, sono sempre stato del parere che andare ai colloqui aumenti la mia esperienza nel vendermi come lavoratore.

Dopo i soliti rituali della mattinata, esco di casa, mi incammino in direzione della metro per raggiungere la destinazione che il mio iPhone mi indica con il widget, in questo arco di tempo come mia abitudine, mentre ascolto la musica, viaggio con la fantasia immaginando tante cose che non mi facciano notare il tipico suonatore di fisamornica, il chitarrista folle della linea verde e la mamma che chiede la brioche per i loro figli, che sembrano vivere nei vagoni della metro.

Finalmente arrivato a destinazione, con grande fatica dato il dolore alla gamba destra dovuto a un incidende giocando a calcetto con gli amici, spengo l’ipod, metto le cuffie in borsa, inserisco il Vibracall su entrambi i telefoni, sfodero il mio miglior sorriso ed entro nella prima agenzia.

Chiedo di Barbara, il contatto che ho per una posizione di lavoro che non ho capito bene di cosa si tratti, eccola lì seduta, bionda, occhi azzurri, fisico longilineo con un bel sorriso e anche un bel “davanzale”, ebbene si il suo seno attiró la mia attenzione e il mio sgaurdo.

Inizia la presentazione formale, una piccola intro e le solite firme per la privacy e su autorizzazioni varie, si parla del mio profilo lavorativo mentre studia il mio curriculum e qui lei inizia a lodarmi regalandomi complimenti, dopo circa 20 minuti di conversazione si arriva al verdetto finale, per l’ennesima volta mi sento dire “peccato ma hai un profilo troppo elevato” per la posizione che l’azienda richiede.

Sul mio viso nasce una espressione di interminabile incompressione, qui si lascia andare mi chiede se ho voglia di andare al bar con lei per un caffè amichevole e giustamente, accetto volentieri, dato l’attesa di due ore prima del secondo colloquio, ma anche la scarsa volontá di dire un no secco al caffe.

Mentre aspettiamo i nostri caffè, mi inizia a dare un paio di suggerimenti per quanto riguarda il mio cv, che a suo parere è ottimo e che ha intenzione di passare di sua spontanea volonta alla sezione moda ed eventi e sponsorizzarmi internamente, per questo sembrava che volesse appartarsi per non confessarmi questo difronte le sue colleghe.

Finalmente arrivano i caffè, la compagnia è semplicemente piacevole, il cielo ancora azzurro e la temperatura ottima dato il fresco dell’ombra, il punto focale della conversazione è la mia capacità di essere autonomo nel lavoro, che sia particolarmente portato per l’organizzazione e la gestione e che ho un’ottima dialettica, mentre sorrido tiro fuori l’asso dalla manica accennadnole del blog … ¡e si anche in questo caso si sponsorizza, markettaro sino alla fine!.

Mentre le insegno la home page utilizzando l’ipad, lei mi sorride, da una rapida occhiata, mentre io mi godo il mio caffé. Le piace l’idea, lo stile, il mio bizzarro modo di scrivere e qui inizia a parlarmi di lei , della sua filosofia di vita, delle sue passioni e del suo lavoro che come il mio, le comporta l’essere sempre in giro in mezzo alla gente.

Mi inizia a chiedere se sono fidanzato, se frequento qualcuna e se ho difficoltà ad uscire con una donna che ha qualche anno in più di me, nel mentre sul tablet continua a leggere i titoli dei post.

Al termine del nostro caffè mi permetto di chiederle il perché di queste domande leggermente private ed è qui che lei arrossisce e mi chiede se ho voglia di fare un aperitivo con lei nei prossimi giorni, chi si aspettava di rimorchiare a un colloquio di lavoro, ovvero essere rimorchiato dopo un solo appuntamento e di lavoro per giunta.

Restando che, ci si sente per i prossimi giorni, pago il caffè come un vero gentiluomo, e mi avvio in direzione della seconda sede per il colloquio. Come sempre arrivo in anticipo sull’orario fissato, quindi decido di fermarmi a mangiare un panino al volo e ne approfitto per scaricare le mail con il mitico iphone, compagno di viaggio e di mille avventure.

Che sorpresa! La Barbara, cosí di dice in quel di Milano, ha scritto una nuova mail, vado a leggere e scoprire che una donna che sembrava super concentrata nella sua carriera, avesse potuto nel solo tempo di bere un caffé ritornare a essere una donna che ha ritrovato il sorriso, che ha trovato una gioia, una donna che ha deciso di lasciare le vesti della professionista per riprendere le vesti di donna.

Continuo a leggere la mai e qui inizia la solita storia, mi scrive della ultima delusione amorosa dopo anni di fidanzamento e che sono il primo ad averla attratta a tal punto da rimettersi in gioco.

Beh che dire, la giornata almeno sotto un punto di vista è stata proficua.

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Writer at spinblogger.it

Non sono nessuno per questo uso le parole per raccontare eventi, le parole rimangono al vento quando sussurrate, le parole rimangono in qualche parte quando scritte. Che sussurrate o scritte le parole ci uniscono più di quanto tu possa pensare.


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