preghiera dell'aviatore

Preghiera dell’aviatore

Oggi mi ritrovo a pensare e ricordare i momenti vissuti nell’accademia militare che ho frequentato a partire dai miei 17 anni, terminata ai 21 che mi hanno forgiato portandomi a essere quello che sono ora, ovvero una persona responsabile, organizzata e soprattutto metodica, ma un pensiero lo rivolgo anche a tutte quelle domeniche dove alle 9, dovevamo recarci tutti in chiesa per la Santa Messa e recitare la preghiera dell’aviatore.

A volte non era per nulla piacevole come sensazione, non perché non credente o quant’altro, semplicemente era l’unico giorno dove la vita da cadetto poteva svolgersi in modo più tranquillo, senza lo stress, eppure, la sveglia suonava, ci si doveva preparare in pochi minuti e radunano i tutti per partecipare all’alba bandiera, per poi una volta terminata, recarci nella cappella per la messa domenicale.

Ogni volta che si arrivava al termine della funzione, mentre tutti nella cappella si alzavano in piedi, arrivava il momento di recitare la preghiera dell’aviatore, che se ricordo bene il suo testo era:

Preghiera dell’aviatore

Dio di potenza e di gloria,
che doni l’arcobaleno ai nostri cieli,
noi saliamo nella Tua luce, per cantare,
col rombo dei nostri motori,
la Tua gloria e la nostra passione.

Noi siamo uomini,
ma saliamo verso di Te
dimentichi del peso della nostra carne,
purificati dei nostri peccati.

Tu, Dio, dacci le ali delle aquile,
lo sguardo delle aquile,
l’artiglio delle aquile,
per portare – ovunque Tu doni la luce –
l’amore, la bandiera, la gloria,
d’ Italia e di Roma.

Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito:
fa, nella guerra, della nostra forza la Tua forza,
o Signore; perché nessuna ombra sfiori la nostra terra.

E sii con noi, come noi con Te, per sempre.

Ogni volta che recito la preghiera dell’aviatore, mi salgono i brividi scorrere lungo la mia colonna vertebrale, la stessa che ogni qual volta ascolto il nostro inno nazionale ritorna a presentarsi.

Non mostrò molto il mio personale patriottismo, ma essere parte delle forze armate, mi faceva sentire come un tassello importante della nostra Nazione, un lavoro scelto perché amante dell’Italia, della sua storia, della sua cultura, della bella vita e di tutti i componenti che ne fanno parte.

Essere un Militare per me era essere parte dell’anima dell’Italia, parte del suo cuore che le permette di continuare a vivere per lunghi anni.

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Angelo Santoro
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