Freaky Blogging

Nabucodonosor, maledetto fu quel ultimo drink

Nabucodonosor

Tutto ebbe inizio con uno spritz, malandrino quel bicchiere che fece si, che quella notte si trasformasse in una notte di felicità, intimità e sesso senza un degno preavviso, nabucodonosor é un cocktail che offrivano in un locale di Milano, fu quest’ultimo che fece sì che il bacio arrivo e da lì inizio tutta un’avventura.

Ricordo che fu un venerdì sera, le 19:30 con precisione, quando la chiamai per avvisarla che ero nel parcheggio di casa sua e che l’aspettavo con ansia. 

Ricordo la volta che un’app di Facebook ci mise in contatto, iniziammo a chattare scoprendoci entrambi non Milanesi e che in realtà avevamo un modo di pensare molto simile, ecco perché dopo settimane di chat decidemmo di incontrarci e rendere quell’amicizia più vera. 

Terminata la chiamata per avvisare del mio arrivo, ne approfitto per uscire dall’auto e posizionarmi dal lato del passeggero pronto come un vero gentleman a prenderle la mano, salutarla con un tenero bacio sulla guancia e aiutarla ad entrare in auto, aprendo la portiera.

Così fu, tutto come appena descritto, quella sera indossava un abito lungo, color pesca, la forma del suo vestito mi permise di poter vedere le sue giuste curve, e nel movimento per accompagnarla al suo posto in auto, mi fece innamorare del suo seno e di come la forma del suo perfetto sedere seguisse la linea vellutata del vestito.

Chiudo la portiera del passeggero, e con un passo più scelto mi reco al lato guidatore, la guardo e le sorrido, le prendo la mano e le chiedo se le andava bene andare a bere un aperitivo, in modo da poter chiacchierare con ottima musica logge di sottofondo e decidere il da farsi in base allo sviluppo della serata.

Mi rispose che il piano era perfetto, ricambó il sorriso e si lascio andare in un profondo respiro, quasi a scaricare la tensione di un primo incontro. 

Avvio il motore e in automatico parte la playlist creata appositamente per quel momento, un mix tra RnB e Chill Out, il tempo di quattro o cinque canzoni e già ero fermo all’ingresso del locale. 

Il Vallet Parking, apre la portiera della mia accompagnatrice, mentre io apro la mia il più rapidamente possibile per raggiungerla e darle nuovamente la mia mano come appoggio per uscire dall’auto. 

Un contatto che dura pochi secondi ma una piacevole eterna sensazione di benessere, alcuni passi uno di fianco all’altra e arriviamo all’ingresso dove Carla, mi chiede se desideri il solito tavolo all’aperto, con un sorriso le confermo la mia scelta.

Finalmente al tavolo, adornato come sempre da una candela posta al centro, un posacenere rigorosamente di cristallo, l’aria aromatizzata con una nube di valore e menta per allontanare le zanzare, un tappeto  stile indiano sotto ogni posto a sedere.

Mi pongo un passo avanti a lei e nuovo la sedia per permetterle di sedersi comodamente e con un agile passo, mi avvicino alla mia sedia. 

Lei si sente un po’ disorientata, il suo viso perde il sorriso e le sue guance si fanno di rosso pastello. 

Per rompere il ghiaccio, le chiesi se avesse voglia di provare un cocktail particolare con polvere di oro al suo interno o iniziare con uno spritz preparato secondo la ricetta originale veneta. 

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Fu così che si lascio andare, le sue guance ritornarono ad essere del suo colore naturale, si avvicinò con il busto al tavolo, mi prese la mano che in quel momento sorreggeva il menu dei drink, mi fissò negli occhi e avvicinandosi sempre più mi susurrò:

Sono astemia ma per te farò un’eccezione, un solo favore, potresti ordinarmi un drink con poco alcohol?

Mentre la sua mano destra stringeva sempre più la mia sinistra, approfittai per usare l’altra, accarezzarla il viso e dirle che non doveva vergognarsi e di provare a godersi il momento.

Fu così che indietreggio con il busto, la sua mano che prima stringeva la mia, scivolo sotto il tavolo e con un sorriso nuovamente ritrovato mi fece un occhiolino.

Ordiniamo e beviamo, in principio non voleva ammetterlo, ma lo spritz artigianale le piacque moltissimo, tanto da lasciarsi andare in mia compagnia ad altri tre bicchieri.

Più il drink terminava nel biccchiere è più lei iniziava e essere più disinvolta, naturale direi.

Tra una risata, una chiacchiera sempre più intrigante e un sorso al drink, lei si ferma, si irrigidisce e chiede di scusarla ma aveva bisogno di recarsi in bagno, in quel frangente non intesi se era un invito a seguirla o solo un’informazione data per educazione.

La osservavo e vì che si alzò solo di 10 centimetri dalla sedia per poi sedersi nuovamente, scoppia in una risata più che naturale, mi guarda con il suo viso angelico e mi dice sempre sorridendo che si sentiva brilla.

Con la scusa che anche il sottoscritto aveva urgente bisogno della Toilette, l’aiutai e in un tenero abbraccio ci recammo in direzione del bagno.

Le nostre strade si separarono e dopo pochi minuti di intimità solitaria, si riunirono.

Aspettai che terminasse nel piccolo corridoio che separava i bagno dall’atrio, parlando con un’amica anche lei li per bere il nabucodonosor, quando lei uscì da bagno e si avvicinò ponendo le sue braccia intorno al mio.

E bene sì, anche se avessi aspettato una marea di tempo prima di un aperitivo insieme, quello spritz fu la scintilla che fece scoppiare il momento dell’eterno contatto fisico come una vera coppia fa. 

Presento la mia accompagnatrice a Ilde la mia amica, due minuti parlando del più e de meno e ci indirizzammo nuovamente verso il tavolo. 

Andare a bagno l’aiutò moltissimo, così fu che ormai alle dieci di notte terminammo il nostro ultimo drink.

Le proposi quindi di mangiare qualcosa per  in sentirsi male dato la scarsa abitudine all’alcohol, lei sempre cercando di sussurrarmi cose all’orecchio, mi disse che era arrivato il momento del nabucodonosor.

In quell’istante fui io a irrigidirmi, dato che dopo la frase pronunciata al mio orecchio, le sue labbra baciarono le mie guance. 

Alzando la mano, attirai l’attenzione del cameriere che si propose rapidamente prendendo l’ordinazione.

Pochi minuti e i due cocktail erano al tavolo.

La particolarità di questo locale erano le luci molte soffuse, per far modo alla candela sul tavolo di creare un ambiente quasi romantico. 

Le luci erano posizionate in modo da poter regolare il fascio di luce in base l’intensità, un opera di ingegneria per far sì che quando servivano il nabucodonosor, l’intensità diminuiva lasciando una penombra alquanto sensuale. 

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Quando notai che il riflesso della luce diminuì la invitai a provare il cocktail, lei senza insistere prese la coppa tra le sue dita iniziando a sorseggiare il cocktail, un primo sorso per provare, il secondo perché le gusto il dolce sapore, il terzo per brindare con me. 

La particolarità di bere questo cocktail stava nel fatto che fosse possibile notare subito chi lo stesse bevendo, in quanto la polvere si posava sulle labbra e si notava così quel luccichio particolare.

Bastarono pochi secondi al perché le sue labbra si ricoprirono di polvere di oro, grazie allo zucchero presente nella base alcolica utilizzata, la guardai e sorrisi nuovamente chiedendole di poterle scattare una foto, segui il mio gioco mettendosi in posa, un semplice click e la foto fu salvata sul suo telefono.

Quando si trovò ad osservare la foto, nuovamente iniziò a ridere in modo spontaneo per il color oro sulle sue labbra, fu così che decise di posare il suo smartphone sul tavolo, avvicinarsi e rubarmi un bacio alla francese.

Malandrino fu lo Spritz che portò i nostri stati d’animo da semplici conoscenti con voglia di approfondire i nostri interessi, in una piacevole storia fatta di passione, malandrino fu quel nabucodonosor che portò un semplice happy Hours in una relazione di sesso e pura voglia di vivere un rapporto di coppia. 

Vi ricordate dal tramonto all’alba? Non il titolo del film del 1996 diretto da Robert Rodríguez, con George ClooneyQuentin TarantinoHarvey Keitel e Juliette Lewis, ma parlo dell’articolo scritto da ME, bhe allora non perderti cosa accadde in quella notte particolarmente alticcia!

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Non sono nessuno per questo uso le parole per raccontare eventi, le parole rimangono al vento quando sussurrate, le parole rimangono in qualche parte quando scritte. Che sussurrate o scritte le parole ci uniscono più di quanto tu possa pensare.

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