Freaky Blogging

Mettersi a nudo durante la cena

Arriva l’ora del Happy hour per vederci prima della cena, così come ha scritto sul biglietto la mattina in cui la vidi per la prima volta girovagando nuda per casa, decidemmo invece di vederci al solito bar per bere uno Spritz ma devo ammettere che non mi aspettavo di poter degustare uno dei suoi piatti migliori e soprattutto fu un piacere vivere che il desser fosse mettersi a nudo.

Erano le sette meno dieci minuti circa e mi ritrovai in zona Navigli cercando parcheggio per la mia station wagon, mentre mi guardavo attorno il mio pensiero ritornava a mostrami l’immagine di lei di schiena che sculettando in maniera sexy si avvia verso la sua stanza mentre le sue mani creavano una coda di cavallo della bionda chioma. 

A quel punto come semi fossi appena svegliato, noto uno spazio abbastanza ampio per parcheggiare e con molto entusiasmo mi fiondo in retromarcia. 

Uscendo dalla macchina, mentre una mano è occupata a mantenere il mio cellulare è il pacchetto di sigarette, con l’altra chiudo l’auto usando il controller puntando alla portiera del lato guidatore. 

Un momento di pausa e mentre mi sistemo la camicia nei pantaloni, parte sul mio volto un sorriso quasi da ebete, ricordando l’immagine di quella mattina e iniziai a riflettere su come comportarmi se lei si fosse trovata in imbarazzo. 

Ritornai alla vita reale, con un movimento bizzarro della testa, mi guardai attorno eliminando il sorriso da ebete dalla mia faccia.

Con piacere noto che sono solo a due minuti dal bar dove il buon Alessandro ci prepara un aperitivo con i fiocchi, quindi mi incammino verso la location designata, quando la vibrazione de mio iPhone attira la mia attenzione.

Una rapida occhiata alla notifica appena arrivata e noto che Lei è già arrivata e mi sta aspettando, scusandosi di essere in anticipo e concludendo il whatsapp con la domanda:

Sei nelle prossimità? Posso già ordinare il solito?

Le rispondo velocemente con un banale “si ordina pure, arrivo in due minuti”, ma nella mia testa sorge  dubbio sul perché fosse in anticipo, cosa che in anni di confidenza con lei non è mai accaduto. 

Accelero il passo, cercando di non pensare a ciò che passo la mattina, come recita un detto, via il dente via il dolore, quindi meglio viverla come se nulla fosse accaduto. 

Arrivo al bar di Alessandro, pochi secondi per comprendere a che tavolo si fosse seduta, un rapido sguardo all’iphone e noto che sono le diciotto e cinquantasette minuti, in ancipo come mio solito. 

Mi avvicino a lei, ricordo che era seduta con le spalle alla porta, il cameriere era appena arrivato al tavolo per servire i due Spritz. 

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Le pongo una mano sulla spalla, salutandola come sempre con un bacio sulla guancia. 

Indossava un vestito di cotone, di color melograno, il suo profumo più forte de solito e uno strano sorriso sulle sue labbra. 

Faccio il giro del tavolo sedendomi dall’altro lato, lei che continuava a sorridere senza dire nulla, dopo pochi secondi spezza il silenzio, con un tenero e sensuale ”Brindiamo?” Sollevando la sua coppa.

Come da buon Gentiluomo, prendo la mia coppa tra le dire, la fisso negli occhi, un piccolo sorriso e concluso con un tocco degno di un brindisi. 

Noto con stupore che mentre sorseggia per la prima volta quella buona e fresca bevanda, continua a fissarmi, fu in quel momento che decisi di farle la domanda.

Posso il bicchiere sul tavolo, presi una sigaretta e l’accesi, posando subito dopo l’accendino vicino al pacchetto.

Un primo buffacchiare verso l’alto, mentre la mia mano muove il posacenere, la guardò e le chiedo “devi dirmi qualcosa?”

Lei, sempre guardandomi negli occhi, posa il suo bicchiere e mi chiede di offrirle una sigaretta, ne approfitto e le porgo il pacchetto, anche lei decide di accenderla e sbuffacchiare il fumo verso l’alto. 

Aspetta qualche secondo e mi dice:

No, solo voglio brindare alla nuova relazione tra te e me!

Faccio un piccolo sobbalzo sul divanetto che ospitava il mio meraviglioso sedere, la guardò con aria dubbiosa e le rispondo con un semplice “ah Ok!”

Fu così che i suoi sguardi un po’ sensuali seguivano ad ogni moneto, una serata fatta di chiacchiere come sempre, risate un po’ più del normale cosa che il buon vecchio Spritz fa passare innoservati.

Terminato il secondo giro, vedo che alza la mano per attirare l’attenzione di Marco il cameriere, facendole segno di portar il conto. 

Quando Marco le fece cenno che arrivava in un minuto, lei mi riporta la sua concentrazione su di me, dicendomi che voleva cenare in casa perché aveva preparato la sua specialità.

Sapendo le sue doti culinarie, di getto le rispondo che ne sarei onorato, bevendo subito dopo il biccciere d’acqua che Alessandro sempre ci manda con il conto, pago e contemporaneamente ci alziamo recandoci in direzione della porta.

Viveva poco distante dal bar, circa a 10 minuti, essendo sempre difficile incontrare spazi liberi per parcheggiare decidiamo di avviarci a piedi. 

Dieci minuti interminabili, dove il camminare era accompagnato dal silenzio, quasi come una pausa riflessiva, notai a metta de tragitto una smorfia di dubbio sul suo viso, quasi come se stesse panificando qualcosa nella sua mente e sterrerei riprogrammando alcune azioni, deduzione tratta no tanto come muoveva le sue mani, continuando il tragitto per casa. 

Ci ritroviamo alla porta di ingresso, tira fuori le chiave dalla sua micro borsa, volta il suo sguardo su di me mentre gira la serratura, mi accenna un sorriso titubante, però smetto di pensare a quel suo strano atteggiamento, entro nell’atrio e vado diretto in direzione dell’ascensore.

La lascio passare per prima cedendole il passo, come un cavaliere farebbe, noto che si pone con le spalle ai bottoni riferiti i piani dello stabile, essendo uno un po’ datato, l’ascensore ha dimensioni ridotte, le distanze tra lei e me si accorciavano.

 A quel punto noto come lei si gira, in direzione dei bottoni, fa un passo indietro, arrivando a toccarmi con le sue spalle all’altezza del petto, cosa particolare fu sentire il suo sedere vicino il mio bacino, con il sossulto dell’ascesa, i due corpi si toccarono ancora una volta. 

Arriviamo al piano del suo appartamento, ancora una volta il sobbalzare dell’ascensore, fa sì che i due corpi si uniscano, in più il mio occhio cade sul suo seno, il vestito che indossava, aveva quel genere di spalline molto delicate che spesso e volentieri, scivolano lungo la spalla, permettendo di mostrare un bel decolte.

Lei esce per prima dall’ascensore, anticipando l’entrata in casa, io la seguo, il profumo che si respira è quello del gulasch, un piatto che mi incanta, la sua preparazione a fuoco lento fa si che la casa si riempia del suo profumo. 

Lei mi invita a sedermi e versare del vino, la tavola era già imbandita, in modo molto elegante, questo sì che mi faceva venire strani dubbi, mentre mi accarezza la spalla, mi bacia la guancia e mi dice che va a mettersi comoda.

Senza dare molto peso a quel bacio, non era strano che si mettesse comoda una volta in casa, di un passo in dietro mentre ho la bottiglia in mano, notando come si toglieva le scarpe col tacco, caminando in direzione della sua camera da letto, terminando il tragitto con le due scarpe in mano. 

Pochi secondi e vedo che ritorna in cucina, dove stavo versano il vino nei calici e noto che l’unica cosa che fosse cambiato era che non indossava le scarpe e il suo vestito aveva là zip sulle spalle aperta. 

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Mentre lei assaggia il gulasch, mi chiede di prendere due piatti da portata, Poggio i due calici di vino sulla tavola, mi avvicino a lei mi pongo in punta di piedi per arrivare ai piatti, perché lei continuava a stare tra la parte dei pensili e io. 

Noto come nello stesso istante che tocco i piatti, lei fa uno strano migognio, non rendendomi conto che il mio bacino stava strusciando sul suo sedere. 

Mi faccio indietro e pongo i piatti in tavola, ecco che lei con molta disinvoltura serve ed eccoci pronti per mangiare, un Brindisi con il tocco dei calici e via a degustare il suo piatto forte. 

Ta un boccone e un sorso di vino, ci ritroviamo a chiacchierare, lei più disinvolta del normale, non nota come le sue spalline continuano a scivolare lungo le braccia, facendo sempre più cadere il vestito ad ogni suo movimento.

Il mio sguardo passa dai suoi occhi al suo seno, arriva il momento in cui nel piatto la pietanza e ormai finita.

A quel punto lei mi chiede se sono pront per il dessert, come si può dire no a un dolce dopo tutto quel ben di dio e non parlo solo del gulasch, ma anche di poter vedere la sua pelle scoprirsi centimetro dopo centimetro.

Lei si accinge a poner i piatti nel lavabo, mentre io do l’ultimo sorso al vino presente nel mio calice, le guardo le spalle ormai de tutto scoperte, notando che non aveva nessun tipo di reggiseno, la cosa mi rendeva abbastanza eccitato. 

A quel punto pongo il calice sul tavolo, giro il mio sguardo verso di lei nuovamente, notando che si era girata e stazionava appoggiandosi al mobile, con la testa leggermente inclinata uno dei semi prossimo a essere esposto al mio sguardo, e le sue gambe incrociate. 

Squilla il mio telefono, mentre il mio sguardo segue le linee del suo corpo adornato con quel vestito, rispondo scoprendo che era mio cugino, che mi chiedeva dove fossi. 

La risposta e starà che ero con lei, iniziando a scherzare, dicendo che ero prossimo a tener sesso in cucina. 

Dopo meno di un minuto di chiamata, lei seguiva guardandomi maliziosamente, chiudo la conversazione con mio cugino, mentre lei compie passi lenti in mia direzione, toccandosi con una mano i capelli e con l’altra accarezzandosi le curve del suo bacino. 

Rimango stupito di quell’atreggiamneto, solo due passi ci separano per stare uniti, ne compie uno, si mette in posizione eretta e lascia scivolare completamente il suo vestito. 

Pochi eterni secondi di imbarazzo nei suoi occhi e di eccitazione nei miei, prima che mi chieda se davvero volessi provare il desser. 

In quel momento tutto mi speravo, tranne di terminare con Il mettersi a nudo durante la cena. 

Lei compie l’ultimo passo ed è praticamente nelle mie braccia, istintivamente mi sale spontantaneo abbracciarla e darle un bacio su quei due gran seni, mentre la mia mano scivolava sul suo sedere, azione che le permette di lasciarsi andare e sedersi su di me, lasciandoci trasportare in un bacio passionale. 

Dopo il primo minuto, le sue labbra si allontanano dalle mie, con un movimento circolare, manda i suoi capelli indietro, mi guarda sorride e mi dice:

Questa mattina il mio bellissimo sedere e ora sono tutta per te. 

Mentre la mia lingua inumidisce le mie labbra, il sorriso apre sul mio viso, un occhiolino e a concludere una frase ad effetto, 

È la prima volta che in verità ho voglia di un bis di dessert. 

Fu così che le sue mani iniziarono ad aprire la mia camicia, accarezzando il petto per poi scendere sempre più in basso. 

Ora ti lascio immaginare cosa sia potuto accadere in quella notte, o chissà potrebbe anche diventare il prossimo racconto erotico. 

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