La sveltina nel Bagno | SpinStory

La sveltina nel Bagno dei Navigli

Si dice che le migliori avventure ti capitano in primavera, dove l’ormone si risveglia e rende tutti un poco più instintivi, ma da alcune esperienze personanli, mi ritrovo a pensare e sopratutto a credere che l’estate sia il momento migliore per lasciarsi trasportare dal nostro instinto più interno, questo mi ha portato alla sveltina nel bagno di un locale.

 

Ricordo che era una serata leggermente spenta, in quanto eravamo tutti un pò stanchi e affievoliti dal caldo umido della Milano by Night, fu così che si decide di andare a fare un giro sui Navigli, in cerca di qualche posto dove bere qualcosa di fresco e provare a ricarsi di energia.

Mentre il percorso scelto ci portava da Porta Genova in direzione del Naviglio Grande, sembrava che ad ogni passo l’aria diventava sempre più afosa e Milano sempre più vuota, per questo decidemmo di girovagare per le stradine e provare a vivere quella serata per come fosse senza nessuna pretesa.

Dopo alcuni giri guardandoci attorno per scoprire qualche locale leggermente più animato, terminammo il nostro tour recandoci al solito bar, pensando di trovarlo vuoto o chiuso, ma l’idea principale era salutare il nostro ormai amico barman Alex, farci preparare uno spritz con riceta originale e poter così farci il nostro giro di aperitivo, rinfrescante e rilassante.

Fu così che iniziammo come al solito a gustare la bevanda che tanto ci attirava in quel tempo, dando una svolta alla serata partendo col piede giusto, ci sedemmo a uno dei tavoli fuori dal locale, qualche parola da buoni vecchi amici, qualche risata strappata da un umor a dir poco eccellente, qualche nuova conoscenza, data la scarsa quantità di persone presenti e sopratutto voglia di comunicare, ma mai la sensazione di arrivare a una sveltina nel bagno di quel locale.

Passammo ad altri giri, come si usa dire, continuavamo a ordinare calici di Spritz, passando la serata a bere e a chiacchierare, sempre con il sorriso sulle labbra, una mezza allegria che ci permise di ingurgitare i chupiti e alcolici uno dopo l’altro, che senza ordinare ci arrivavano al tavolo offerti da Alex.

Giustamente così come l’alcool entrava nel nostro corpo voleva anche uscire, le nostre vesciche iniziavano a riempirsi, ecco che iniziarono i viaggi costanti verso la toilette, che dire se non che tutto ciò che entra deve pur uscire, portando il puro alcool in direzione della testa.

Ormai si è formato un bel gruppetto di disperati solitari a Milano, persone che non vanno in vacanza nel mese di agosto o che sono agli sgoccioli prima della partenza, nel gruppo la compagnia della bionda è sempre ben accetta, dato il nostro rapporto continuo e i fumi dell’alcool iniziano ad avere i primi risultati.

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Nel gruppo di lupi solitari, tra una chiacchiera e un drink inziano anche le smancerie come se fossimo stati una coppia, baci sulle guance, abbracci un pò più intimi, a volte strusciamenti a ritmo di musica, risate a tutto spiano, ancora un altro drink ordinato e fu a quel punto che pronunciò quella richiesta, sfruttando tutta la sensualità della sua voce:

“mi accompagni in bagno sono ubriaca è ho paura di cadere”

Un gentiluomo non può abbandonare la sua dama nel momento del bisogno, per questo anche se ubriaco le presi la mano e decisi di accompagnarla, furono pochi passi prima di arrivare alla porta del bagnetto, un piccolo spazio di soli due metri quadri, suddiviso nella prima stanza dove presente il lavello e il secondo metro quadro, suddiviso da una porta dove presente il sanitario.

Mentre di solito mi chiedeva di aspettare fuori chiudendo dolcemente la porta, questa volta fu differnete, mentre era li alla porta mi prende la mano e mi tira all’interno del secondo metro quadro.

Mentre si alzava la gonna e abassava il suo tanga rosa, mi chiese di chiudere la porta e aspettare così feci appoggiando le mie spalle al muro stando in piedi difronte a lei che iniziava a urinare.

Non so spiegare bene cosa successe ma l’ormone iniziò a impazzire e mentre la porto a conoscenza del mio istinto sessuale che vuole esplodere, lei mi guarda con un sorriso, mentre continuava a liberarsi dei liquidi in eccesso.

Tempo qualche secondo e mentre continuava a fare forza sulle sue gambe per non toccare il WC, usa le sue mani per aprire i miei pantaloni, con un fare da esperta e sensuale tira fuori il mio pene, ponendolo in bocca e iniziando un meraviglioso lavoro di bocca.

Si alza, terminando lo sforzo con le sue gambe, il tutto appena finito il suo bisogno mi spinge via da lei, continuando a sorridermi goffamente per passare al lato igene.

L’ormone continua a pompare sangue velocemente nelle vene di entrambi, pochi secondi di confusione e entrambi ormai in piedi, presi da un raptus iniziamo a baciarci con passione.

Tutto scorre così velocemente i nostri corpi iniziano a muoversi come se fossero uno solo, la passione è ormai mista all’ormone violento, i mei jeans ancora aperti e le mie mani che iniziavano ad alzarle la gonna, scoprendo che il suo tanga era ancora alle sue caviglie.

Riassumo il tutto come “diamo il via alla sveltina” senza entrar troppo nei particolari alquanto da bignami di un film porno, entrambi consapevoli che volevamo terminare al meglio il nostro amplesso.

Fu così che le chiesi come volesse concludere la nostra intima sveltina nel bagno, sempre con un sorriso malizioso mi rispose che era pronta a ospitarmi nel suo lato B, fu così che da uomo mi sentì ancora più eccitato, la voltai e terminammo così il nostro rapporto.

Una vera e seria sveltina nel bagno del locale che ci rese soddisfatti come due bambini che terminano il loro gelato in una calda giornata estiva, ci si riveste al volo, ci si ricompose molto velocemente, arrivando al momento di dover abbondare la sveltina nel bagno, essendo il più vicino, aprì la porta e ci ritrovammo una fila di 4 persone che attendevano il loro turno per approfittare del bagno.

Nell’aria di quello piccolo spazio ancora odore di sesso, e noi come se nulla fosse sempre col nostro migliore sorriso stampato in faccia, uscendo senza dar troppo peso alla situazione leggermente imbarazzante tornando al nostro tavolino per continuare la nostra serata.

A volte mi fermo a pensare a quante persone avranno avuto la loro sveltina nel bagno di quel locale e l’emozione che possano aver provato, soprattutto sommando il fatto che, personalmente mi è già capitato un paio di volte e soprattutto, conosco un paio di persone che come me hanno usufruito in modo di verso di quel bagnetto, pochi metri quadri a disposizione di amore, sesso, passione e ormone.

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Writer at spinblogger.it

Non sono nessuno per questo uso le parole per raccontare eventi, le parole rimangono al vento quando sussurrate, le parole rimangono in qualche parte quando scritte. Che sussurrate o scritte le parole ci uniscono più di quanto tu possa pensare.


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