Un pò di me e la pausa caffè

La pausa caffè aprirsi a una emozione!

A volte anche un uomo ha bisogno dei suoi spazi, delle sue emozioni e del sentirsi apprezzato, con il lavoro che sto svolgendo in questo mese, mi ritrovo a continuare ogni settimana a cambiare luogo di prestazione ma la cosa che accomuna ogni giorno a quello precedente, è il rituale della colazione prima di iniziare le dure giornate a pieno ritmo, ecco che ti racconto un pò di me e la pausa caffè!

Quando segui dei progetti particolari e ti ritrovi a vivere in un tour, anche se per poco tempo hai bisogno di trovare alcuni luoghi come tuoi personali punti di riferimento, ecco che anche in questa tappa abbiamo trovato il nostro bar di fiducia, che ci permette di sentirci a nostro agio!

Nove donne che ci lavorano, sempre sorridenti e simpatiche e come in ogni tappa, già dal momento della colazione si inizia con lo showpersonale per risultare simpatico, uo per far si che l’assenza di amicizie non ti porti alla depressione e in secondo luogo, avere un canale preferenziale ogni qual volta si ha bisogno di 2 minuti di riposo, ovvero la famosa pausa caffè, è di fondamentale importanza.

In questo giro sono stato abbastanza fortunato, oltre al caloroso team di ottimi colleghi, mi sono ritrovato a essere me stesso con una donna, addirittura fino ad abbassare lo sguardo mentre le servivo le mie battute migliori.

Timidezza? No semplicemente sentire un buon feeling con la mia nuova amica di passaggio.

Non sono uno di quelli che regala abbracci gratuiti, anzi penso che un abbraccio sia molto intimo, in questa situazione invece ho riscoperto la voglia di avere un rapporto di coppia e tutto è iniziato per puro sbaglio.

La terza mattina di questa tappa che durerà quindici giorni, è anche la terza di fila che mi presento al bar, alzando la mano per richiedere il mio solito caffè macchiato freddo e un cornetto alla creama.

Come sempre mi siedo al tavolo meno in vista del locale, per non mosrare troppo che adooto quel tavolo come una scrivania del mio uffico, mentre sono preso dal riavviare il computer mentre inserisco la password digitandola dalla tastiera del mio pc portatile.

Una presenza cattura la mia attenzione mentre tento di aprire il mio file di word con la bozza del nuovo articolo che sto elaborando, mi ritrovo a sollevare gli occhi e vedere la cameriera che mi sorride, quindi ne approfitto per poter concludere l’ordinazione data la voglia di un buon cornetto di pasticceria.

Appena il mio sguardo è ormai alto, vedo lei, una donna con un paio di anni in meno rispetto ai miei, mi si illumina il mia viso, sfoderado una smorfia gioiosa.

Lei mi saluta con un buongiorno e mi attende con un sorriso splendido, un viso pulito poco truccato, un fisico a dir poco piacevolissimo e una scollatura che mostrava il suo mezzo seno, ed essendone un estimatore, posso aggiungere che mi ha regalato un piacevole senso di felicità.

Il solito grazie! Lei annota la mia consumazione senza dire una parola e dopo qualche secondo si allontana mentre io torno a muovere velocemente le mie dita sulla tastiera per cercare di terminare la bozza che continuava a viaggiare nella mia testa.

Due minuti circa e lei si ripresenta al mio fianco, sul suo vassoio ha la mia personale colazione, un minimo di confidenza ormai ci unisce ed è questo punto che la porta a poner la tazza di caffè con il piattino direttamente sulla tastiera dicendomi,

hai bisogno di una pausa caffè

sorridendomi come sempre e mentre sbirciava la tastiera mi chiede a cosa stessi lavorando, poggiando la sua mano sulla mia spalla destra. Ecco che la barriera del contatto fisico inizia a crollare!

Da quel momento la confidenza aumenta, sempre sorridenti ci ritroviamo a scherzare durante la mia pausa caffè, un paio di battute solo un minuto che è sembrato intenso, non ha molto tempo da dedicarmi prima che debba tornare al banco a prendere le ordinazioni già prote degli altri ospiti paganti.

La pausa caffè aprirsi a una emozione! Lifestyle Racconti
Un pò di me e la pausa caffè

La cosa che ponesse il mio caffè sulla tastiera, in principio mi ha fatto sorridere anche se la paura che il caffè sporcasse e danneggiasse la mia bianca tastiera.

Questa piacevole situazione mi ha fatto rendere conto che inizavo a chiudermi a riccio, passando tempo a scrivere delle vecchie esperienze fatte, senza notare che ne stavo facendo di nuove.

Un piccolo gesto che mi fatto rendere conto, che forse è il caso di aprirsi un po’ di più, ritornare a dar retta a quelle emozioni così semplici che riescono a regalare qualche brivido intenso, un pensiero che ha rubato posto ai mille che correvano nella mia mente, mentre il caffè diffondeva il suo odore lungo lo spazio che mi circondava.

Durante la giornata, come al solito i miei caffè accompagnavano le mie pause, scegliendo di andare a berli direttamente negli orari in cui lei era in quel bar, sembrava strano rivivere la sensazione di star bene, di voler approcciare quella donna semplicemente con la fantasia, rubarle un sorriso ogni qual volta potevo scambiare due parole con lei.

Non c’era un secondo fine sessuale e ne tantomeno la semplice voglia di flirtare, questa volta era pura passione e desiderio di vederla sorridere.

I semplici minuti che passavo in sua compagnia, mi permettevano di caricarmi, mi incuriosiva quale fosse il suo pensiero nei miei confronti, la voglia di chiederle il numero di telefono e trasformare quei minuti in ore piacevoli, ma come sempre, il mio lato oscuro prende il sopravvento, riportandomi al solito essere.

Ma quell senso di appartenenza a un mondo razionale, mi riportava a prendermi del tempo per poter calcolare quello che stava accadendo, riuscendo così a correggere leggermente il mio comportamento.

Sono passati sette giorni da quel primo caffè nell’ennessimo bar della mia vita, lei arriva con la mia ordinazione ma questa volta un foglietto di carta si nasconde sotto la tazzina, il suo sorriso sempre luminoso, questa volta però accompagnato da due guance un pò pi arrosate del solito.

Bevo il caffè e scopro che il foglietto contiene il suo personale numero di telefono e la frase “avvisami a che ora ci vediamo questa sera”!

È grazie a quella pausa caffè e quel foglietto che ora, riesco ad avere quel minimo in più di contatto fisico con le persone senza mai esagerare, per questo riesco a dimostrare alle mie amiche l’affetto che provo per loro con un gesto come un sentito abbraccio.

E tu quale caffè preferisci per la tua pausa? rispondi al sondaggio di Spin Blogger seguendo il link:

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Writer at spinblogger.it

Non sono nessuno per questo uso le parole per raccontare eventi, le parole rimangono al vento quando sussurrate, le parole rimangono in qualche parte quando scritte. Che sussurrate o scritte le parole ci uniscono più di quanto tu possa pensare.


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