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Come trarre vantaggi dall’iperattività

Prima di iniziare a comprendere come trarre vantaggi dall’iperattività, voglio sottolineare che non sono un Medico e né tanto meno uno Psicologo, ma solo un comune mortale che ha vissuto tutta la vita sin a ora con una leggera forma di iperattività.

Ogni giorno della mia vita la passo facendo differenti cose, molte delle quali contemporaneamente, mi dedico al mio lavoro principale come direttore di progetto, a volte per più delle normali 8 ore al giorno, nello stesso tempo, scrivo articoli per i miei due blog, ricerco informazioni, creo database e molte altre cose ecco che ho deciso di condividere come trarre vantaggi dall’iperattività.

Mi scuso se cercando su internet tu sia arrivat@ sin qui pensando di trovare la soluzione al problema dell’iperattività, voglio solo portare alla luce quello che è un problema che ho voluto trasformare in un vantaggio.

Un detto che mio nonno ripeteva molte volte, all’insegna rami qualcosa di nuovo è “apprendi l’arte e mettila da parte, un giorno ti servirà”.

Parto da questi due punti, in quanto vivo la vita in modo accelerato, per buona sorte non ho un deficit di attenzione, al contrario ho sempre prestato attenzione a ciò che mi succedeva, almeno dall’età adolescenziale.

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Quando avevo 13 anni ho perso mio padre, per me una icona, un mito con un esempio da seguire, con il passare del tempo ho assorbito questo trauma, iniziando il mio processo per trarre un vantaggio da cose negative.

Ritornando all’iperattività, ho iniziato a notare un piccolo cambiamento, un po’ come se stessi vivendo una fase depressiva ma con il sorriso sulle labbra, qui inizia il mio processo di crescita.

Quando ho iniziato a rendermi conto che vivevo in modo accelerato, vivendo ormai da solo a mille chilometri di distanza dalla mia famiglia, ho decide di mettermi un freno e seguire determinate regole, nel mio caso l’accademia militare è stato di grande supporto in questo passaggio.

Trattando il tema di come trarre vantaggio dall’iperattività vado a descriverti il metodo del cerchio, ovvero il mio personale metodo che mi ha portato a creare una specie di autoguida nella vita quotidiana, riuscendo ad arrivare a tenere un indice di attenzione tale da calmare la mia iperattività.

Ho voluto dare il nome del metodo del cerchio, perchè ho creato un metodo personale di ritorno al punto principale per riuscire a non arrivare a essere insonne è essere considerato differente dagli altri nel tempo.

Per la prima volta penso che scrivo un articolo dove il primo punto è il finale, voglio passare da qui perché è ciò che sono adesso sfruttando il metodo del cerchio, vivo all’estero dove vuoi o non vuoi continuo parlando tre differenti lingue, tra spagnolo, inglese e giustamente Italiano.

Sono un direttore di progetto, lavoro in cui posso utilizzare la mia iperattività per la risoluzione di problemi, cosa che in un progetto compaiono costantemente spesso da risolvere in tempo breve.

Sono un blogger, gestire un blog sembra una passeggiata ma non è così, la mia peculiarità mi porta quindi a poter passare da un argomento ad un altro in modo rapido potendo così avere sempre argomenti da proporre.

Ho una vita regolare dove molta gente mi odia e molta altra invece mi stima e mi ama, insomma una vita come ogni comune mortale.

Punto Iniziale di come trarre vantaggio dall’iperattività

Ecco che come un quando disegnano un cerchio, partiamo da un punto per terminare allo stesso, creando così una forma, se lo facciamo a mano è possibile che non sia perfetto, cosa che se riportato alla vita quotidiana ci ritroviamo allo stesso livello.

La vita non è perfetta per nessuno, tutti abbiamo sempre qualcosa che non va come vogliamo.

Per trarre vantaggio dall’iperattività quindi penso sia necessario iniziare creando una routine quotidiana, una specie di agenda di attività che con il tempo si trasformano in abitudini, questo è anche un metodo utilizzato dalle persone che riescono ad ottenere discreti successi.

Sin dalla mia era da teenager ho iniziato a strutturare questa routine, mi rifaccio all’Accademia militare per riportare un esempio funzionale che con il passare del tempo mi ha portato a sfruttare al meglio la concentrazione.

Ogni mattina mi sveglio, come tutti direi, la differenza è che ho abituato il mio cervello ad adattarsi alle situazioni quotidiane, nell’accademia infatti, la routine era sempre la stessa.

Svegliarsi, Alzarsi, disfare completamente il letto piegando le lenzuola e ponerle in ordine ai piedi del letto, correre in bagno, liberarsi di liquidi in eccesso, lavarsi, sbarbarsi in modo meticoloso, ritornare alla propria branda, rifare il letto senza nessuna pecca, vestirsi con l’uniforme, anche qui senza nessun difetto, camminare velocemente, perchè il gentiluomo non corre ma cammina rapido, recarsi al patio e mettersi in riga nello squadrone.

Tutto quello che ti ho appena scritto è una pratica che al massimo si doveva compiere in 15 minuti, questo al termine dove ormai tutto era una buona e sansa abitudine, al principio si parlava di 5 o 7 minuti.

Bene se utilizziamo questa pratica, un po’ come linea guida, crearsi una routine quotidiana ci permette di forzare il nostro cervello a seguire una linea che però si muove costantemente.

Come trarre vantaggi dal punto di partenza

Ecco che è arrivato il momento di trarre il primo vantaggio, ovvero sfruttare la maleducazione del nostro cervello, portandolo ad avere nel caos un suo ordine preciso.

Con il procedimento su indicato, con il passare del tempo non ho problemi ad affrontare la vita con meno ansia, un esempio è che mentre scrivo questo articolo, nello stesso tempo il mio cervello passa, per alcuni secondi a pensare che devo prepararmi per poter fare la mia passeggiata quotidiana con il cane.

Una volta che la routine è entrata come abitudine, abbiamo già disegnato il primo quarto di cerchio, il passo principale per trasformare qualcosa di inusuale in qualcosa di funzionale.

Arriviamo a metà del cerchio

Il primo passo è il più difficile, il secondo invece è già un traguardo più facile da raggiungere.

Quando mi sono ritrovato a percorrere la mia carriera militare come ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana, mi sono imbattuto nel compito di dover leggere un sacco di documenti e provare a sintetizzarli, ecco che ho appreso che la scrittura fosse qualcosa che mi permetteva di trarre vantaggio dall’iperattività.

Non dico che il secondo passaggio sia trasformarsi in un blogger o scrittore di novelle, semplicemente che per me la scrittura è stato un ottimo rimedio perché il mio diario era un po una connessione tra differenti cose. Lo stesso aiuto è stato il disegno, infatti passavo molte ore a disegnare, quel gioco che era ormai uno sfogo per la mia iperattività.

Questo passo per arrivare a disegnare la metà del cerchio, mi ha aiutato tantissimo nel poter trovare un equilibrio tra il mio lato razionale e l’irrazionale.

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Siamo già a tre quarti del nostro cerchio

Si usa dire che siamo già al giro di boa, per usare un detto nautico, questo è proprio vero, passare a disegnare il nostro terzo quarto del cerchio, è un passo che è personale, non posso dare un suggerimento diretto ma solo riportatare la mia esperienza personale.

Avere una qualsiasi forma di iperattività ti riporta a parlare molto, fattore che in molti attorno a noi stessi non comprendo, ebbene anche questo punto mi ha portato a trarre vantaggio dall’iperattività.

Passati alcuni anni nella vita militare, uscendo da questo step della mia quotidianità, ho trasformato i primi due punti in quello che è stato il primo lavoro che ho potuto svolgere con un ritmo personale raggiungendo differenti obiettivi.

Mi sono lanciato nel mondo del lavoro come venditore, pensa posso organizzare la mia agenda per visitare i clienti secondo i miei ritmi e routine, posso parlare un po’ di più senza che la gente mi noti differente, il mercato mi dà sempre qualcosa di nuovo da vendere agli addetti al settore.

Come già accennato non è un suggerimento da seguire, perché subentrano fattori personali che ti riportano a determinate decisioni da prendere nella quotidianità personale.

Il terzo quarto di questo cerchio è semplicemente apprendere l’arte e sfruttarla nella vita di tutti i giorni, la tecnologia dei giorni nostri ci permette di poter affrontare differenti problemi che un’iperattività ci propone in modo costante.

Rifacendomi all’esempio come venditore, la mia giornata non era mai una uguale all’altra, un piccolo parco di divertimento per me stesso e il mio cervello.

Segui la parte di iperattività che ti rende unico, questo è quello che ti renderà normale in una anormalità di pensieri.

Ultima parte del cerchio per trarre vantaggio dall’iperattività

Al principio, partendo pare l’appunto dal finale, ho descritto come disegnando un cerchio si ritorna a partire da un punto per arrivare sempre allo stesso.

Ora sono tornato al punto iniziale, per un iperattivo la vita è un continuo vivere in un cerchio, imperfetto, a volte si trasforma in un eclissi a volte in una figura un po distorta, quello che però rimane stabile nella mente è che questa figura che il nostro cervello disegna, ha sempre quattro sezioni, non importa che siano perfette o imperfette, la cosa importate e che siamo arrivati ad essere coscienti di questo fattore.

Per concludere il nostro personale cerchio e tratte vantaggi dall’iperattività, dobbiamo applicare quello che, il percorso dei primi tre quadranti ci insegna giorno dopo giorno.

Non lasciarti guidare da chi non può intenderti, lasciati guidare solo dalla passione che ti porta in uno stato di tranquillità.

Quando entrò in ansia o noia, prendo il mio telefono e iniziò il mio percorso di ricerca e di scrittura di nuovi articoli, vado a passeggiare con Dasha la mia Alano perdendomi in nuove vite, vado a correre, disegno, strutturo database su iPad, insomma lascio che la parte non organizzata in routine, abbia il compito di dare libero sfogo a me stesso.

Se hai voglia di dirmi la tua, scrivi nei commenti qui in basso, al fine siamo tutti iperattivi o stressati!

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